Foto di copertina: dettaglio opera “Chitarra” P. Picasso, 1913. Matita, inchiostro e carta incollata. New York, The Museum of Modern Art.
Il collage non è solo una tecnica artistica ma è un pensiero che interpreta l’immagine come “luogo di incontro tra realtà e rappresentazione”.
Rilevanza Contemporanea
Il collage, oggi applicabile a supporti cartacei, digitali, analogici o di rete, è visto come forma grafica in grado di esprimere il concetto di sovrabbondanza di contenuti visivi.
È un mezzo di relazione tra le immagini e non di sintesi. L’aspetto etico del montaggio è decidere cosa includere, cosa escludere e come tenere insieme gli elementi diversi fra loro.
Riflette perfettamente la cultura contemporanea del “cut and paste” (copia e incolla) e il modo in cui ci si muove nell’ambiente virtuale, ricomponendo frammenti e attribuendo loro nuovi significati.
COLLAGE E PROSUMER
Il collage può rappresentare la necessità di poter scremare l’eccesso di immagini di cui non siamo solo spettatori ma anche produttori e consumatori attivi (prosumer).
Lo stesso collage può essere definito una forma di prosumerismo*rielaborazione di materiale già esistente. Utile a mettere ordine tra più immagini trasformando lo scarto visivo in valore estetico: riciclo di immagini.
MINIMALISMO DIGITALE
Esiste una stretta correlazione tra l’eco-creatività e il minimalismo digitale*. Entrambi sono filosofie fondate sul concetto di sottrazione percettiva. Mentre l’eco-creatività è una posizione etica verso l’ambiente, il minimalismo digitale è una posizione etica verso se stessi. L’attenzione e il tempo diventano risorse preziose. Il minimalista digitale sceglie di essere lui il padrone dei propri tools attraverso il “decluttering digitale*”.
Accenni di storia e Maestri del Collage
L’uso del collage come tecnica d’avanguardia si consolida all’inizio del Novecento, sebbene le sue origini (come l’incollaggio di carta) siano molto più antiche (Cina, 200 a.C.; Giappone, X secolo).
Principali Correnti e Artisti:
Cubismo (Picasso e Braque)*: Pionieri del papier collé*, inserivano materiali disparati (giornali, oggetti) nell’opera, sostenendo il principio: “non si imita il mondo, lo si inserisce”.
Futurismo (Balla e Boccioni): Utilizzarono la tecnica per integrare l’attualità e rappresentare la velocità.
Dadaismo (Hannah Höch e John Heartfield): Sfruttarono il fotomontaggio per la critica sociale, politica e degli stereotipi. Kurt Schwitters nobilitò lo “scarto” (tram-ticket, scontrini) come materiale artistico (merz*).
Surrealismo (Max Ernst): Impiegò l’accostamento assurdo per attivare l’inconscio.
Pop Art: gli artisti della Pop Art sono stati i primi prosumer e maestri assoluti del riciclo delle immagini e della risemantizzazione*.
Altri Maestri:
Henri Matisse: Utilizzò papiers collés monocromatici dipinti da lui, creando figure per puro taglio.
Mimmo Rotella: Celebre per il décollage* (manifesti strappati che rivelano strati sottostanti), un “collage al contrario” che scopre stratificazioni preesistenti.
Contesto Digitale: Artisti come Alina Frieske e Eleanor Shakespeare dimostrano l’evoluzione del collage in matrici digitali, utilizzando snapshot del web per creare opere che riflettono sulla persaturazione visiva e sul consumo di immagini
Alcuni studiosi considerano i meme l’evoluzione contemporanea e popolare del collage. Proprio come il collage si basa sulla combinazione di elementi esistenti come immagini, testi e video per creare nuovi messaggi. Digitalmente per un meme avviene la decostruzione e il riassemblaggio mentre il fruitore diventa prosumer.
Alcuni autori contemporanei, in un tentativo di approccio “ecologico”, rinunciano a produrre nuove immagini, preferendo la risemantizzazione* di quelle già esistenti. Un’operazione fondamentale che trasforma il riciclo in arte e il consumatore in prosumer.
Il collage attraverso gli strumenti digitali
La diffusione degli strumenti digitali e dei programmi di grafica hanno reso la tecnica del collage non solo più semplice ma significativamente più flessibile. Photoshop o adobe illustrator (due dei tanti programmi di grafica) hanno consentito la rielaborazione delle immagini potendo inserire testi e tecniche pittoriche differenti. Lavorare su livelli consente di sovrapporre, opacizzare, ripetere, riempire, illuminare e spostare velocemente gli oggetti.
CONCLUSIONI
Questo articolo vuole essere una riflessione sulla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza critica nei confronti della sovrapproduzione di immagini, ricordandoci che creare significa anche prendersi cura dell’ambiente e del benessere personale.
– Prosumer*: produttore e consumatore attivo di contenuti.
– Prosumerismo*: consumatore che partecipa attivamente alla produzione. Nato dalla fusione dei termini producer e consumer.
– Eco-creatività*: l’eco-creativo ricicla un’immagine per darle un senso profondo.
– Minimalismo digitale*: filosofia d’uso della tecnologia. Seleziona bene le attività online per migliorare il proprio tempo e la propria attenzione.
– Decluttering digitale*: eliminazione del superfluo dai propri dispositivi.
– Papier collé*: tecnica cubista che consiste nell’inserire materiali disparati (giornali, oggetti) direttamente nell’opera.
– Merz*: termine coniato da Kurt Schwitters per nobilitare lo “scarto” (ad esempio tram-ticket e scontrini) come materiale artistico.
– Décollage*: un “collage al contrario,” che consiste nello strappare manifesti per scoprire le stratificazioni sottostanti.
– Risemantizzazione*: l’operazione di attribuire nuovo significato a immagini già esistenti, rinunciando a produrne di nuove.
– Cubismo*: nell’opera “Chitarra” di P. Picasso del 1912 si trovano elementi simbolici come giornali ritagliati, carta da parati e citazioni del vissuto. L’artista in quest’opera richiama la tecnica del collage: ricompone gli oggetti con materiali diversi dandogli un nuovo significato.