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M.C. Escher, è ricerca visiva

Foto di copertina “Giorno e Notte”, silografia, 1939″ tratta dal libro “Lo specchio magico di M.C. Escher” di Bruno Ernst, Taschen (pag .42)

M.C. Escher, la ricerca visiva e la rappresentazione grafica

Conosciuto per le sue architetture impossibili, le illusioni ottiche, le tassellature e le metamorfosi, M.C. Escher ha plasmato un linguaggio visivo unico che coniuga arte e matematica. Artista difficilmente catalogabile, le sue opere sono state spesso interpretate in chiave simbolica, mistica o persino psichedelica, nonostante l’artista abbia sempre negato l’intenzione di trasmettere messaggi nascosti. La sua ricerca visiva è rappresentazione grafica.


FINO AL 1937
M.C. Escher si è dedicato ai disegni dal vero, realizzando ritratti e incisioni che già rivelavano una notevole abilità tecnica. Proprio a partire da questi anni, la componente pittorica è stata progressivamente accantonata per concentrarsi in modo quasi ossessivo su problemi di struttura, di simmetria, di continuità e di infinito. Successivamente il fulcro centrale della sua indagine diventa: “rappresentare lo spazio tridimensionale su una superficie bidimensionale”.

LA SUA ARTE È PROFONDAMENTE RAZIONALE
L’artista è riuscito a tradurre le idee astratte in immagini sorprendenti, capaci di coinvolgere l’osservatore. Le sue creazioni sono il risultato di una continua ricerca logica che trova nella grafica la sua forma più efficace e immediata. Sebbene non sia stato immediatamente riconosciuto dalla critica del suo tempo, il suo lavoro ha influenzato in modo significativo diversi settori, tra cui il design, la pubblicità e la cultura pop. La sua abilità nel creare mondi paralleli lo ha reso un’icona celebrata anche nel mondo contemporaneo.

FIGURATIVE TILING
Molti definiscono il suo stile come “figurative tiling” (piastrellatura figurale), una tecnica grafica che fonde il rigore e l’equilibrio della matematica con elementi figurativi ispirati al mondo della natura. Perfettamente incastrati tra loro. La sua predilezione per il netto contrasto tra bianco e nero non è solo una scelta stilistica, ma riflette un principio più profondo legato alla sua visione dualistica della realtà: per Escher, ogni elemento esiste in relazione al suo opposto (il bene non può esistere senza il male, il giorno senza la notte). La sua arte nasce proprio dall’incontro di questi due poli opposti: da un lato il rigore, l’ordine e il controllo assoluto della forma, dall’altro la meraviglia, l’emozione e la capacità di lasciarsi stupire dal mondo. In questo equilibrio tra razionalità e sensibilità risiede una delle chiavi più profonde per comprendere sia la grafica di Escher che la sua personalità.

LA MOSTRA AL MUSEO DELLE CULTURE DI MILANO
La mostra terminerà l’8 febbraio 2026. Come professionisti del settore grafico (nyxsolution.it), abbiamo visitato con grande interesse questa esposizione, che offre agli appassionati un’opportunità unica per immergersi completamente nell’universo di Escher. Attraverso una selezione accurata delle sue opere più iconiche e rappresentative del titolo “Tra arte e scienza” al Mudec di Milano, i visitatori avranno modo di apprezzare l’impatto straordinario che Escher ha avuto sul mondo della comunicazione visiva.

LE SUE OPERE
In particolare, le litografie e le xilografie di Escher — fondate su tassellature, simmetria e trasformazioni geometriche — presentano una forte affinità con l’uso di strumenti digitali in Photoshop, come “Trasforma”, “Duplica”, “Pattern” e l’uso dei livelli. Questi strumenti consentono di replicare e manipolare forme complesse (come pesci o uccelli) per generare pattern infiniti e illusioni ottiche digitali.

CONCLUSIONI
Nonostante abbia lavorato in un’epoca pre-digitale, le tecniche di Escher sono sorprendentemente attuali e hanno un’affinità diretta con gli strumenti software moderni. Le sue logiche di tassellatura, simmetria e trasformazione geometrica sono le basi di funzionalità digitali in programmi come Photoshop e Illustrator confermando il suo ruolo di icona e fonte di ispirazione per le nuove generazioni di creativi.

Per i professionisti del settore, l’approfondimento e lo studio dell’opera di questo grande genio costituiscono un arricchimento professionale.

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Foto “Giorno e notte”, silografia, 1939. Scattata durante la  mostra “Tra arte e scienza” del Mudec, Milano

“ il motivo degli uccelli bianchi che vanno verso destra si trasformano negli stessi uccelli neri che vanno verso sinistra. Gli uccelli verso l’alto si trasformano in cielo e verso il basso diventano campi. Giorno a sinistra che diventa notte verso destra.”

Un’opera che ci ha  catturato!